Alcuni spunti dopo il nostro pellegrinaggio di ottobre 2013:

“Pregate sempre senza stancarvi mai”. E’ questo l’invito che viene fatto da Maria in numerosi messaggi dati a Medjugorie. E il nostro pellegrinaggio si è adeguato a questo invito. Grazie all’organizzazione , abbiamo utilizzato nel modo migliore ogni momento a disposizione, con particolare attenzione alla preghiera che ha scandito i diversi momenti della giornata e anche il lungo viaggio in pullman.

Condivisione. Nel pellegrinaggio a Medjugorie si sono ritrovate persone di età, provenienza, storia e cultura differente. Ma, davanti al mistero e grazie al sapiente accompagnamento delle nostre guide spirituali, si è creato un clima di profonda unità. Abbiamo così vissuto insieme un’esperienza che ha unito e creato nuovi legami e amicizie.

Fiducia. Nel corso del pellegrinaggio abbiamo capito che è indispensabile avere fiducia in Dia, perché Lui non ci abbandona mai, ma ci chiede di seguirlo anche quando non capiamo. Dobbiamo poi avere fiducia in chi ci vuole bene,  anche quando non crediamo o siamo scettici. Molti partecipanti sono stati invitati da persone che avevano già visitato Medjugorie: si sono fidati e hanno così fatto un’esperienza straordinaria in un luogo in cui il Signore si rivela in un modo speciale.

Amicizia. Più volte le nostre guide spirituali hanno insistito sull’amicizia intesa come sorriso di Dio per il mondo. Siamo stati amici in questi giorni di grazia, ma abbiamo il dovere di trasferire agli altri, nei nostri ambienti di vita quotidiana, questa amicizia vissuta in modo speciale.

 

Ordinarietà. La nostra è stata un’esperienza eccezionale, ma si deve riflettere nella vita di ogni giorno, per evitare che resti un momento staccato dal resto della nostra vita. Più spazio quindi alla preghiera, all’Eucarestia, alla condivisione, a Dio e ai fratelli.

 

Ascolto. L’esperienza di Medjugorie, proprio perché consente di entrare in contatto con persone diverse, permette di conoscere e ascoltare storie umane ordinarie e insieme straordinarie. Si svolge quindi anche un percorso umano, si entra in contatto con il dolore di tante famiglie ma si sperimenta anche la forza della fede.

 

Luoghi. La bellezza dei luoghi rappresenta un valore aggiunto per i pellegrini. Incrementa la sacralità dell’esperienza.

 

Incontri. Ascoltare i ragazzi della comunità di recupero o l’esperienza di suor Elvira (ma anche la testimonianza di padre Rastelli) è un esempio della potenzialità di Medjugorie: occasione di preghiera, ma anche di incontro con persone che hanno fatto un percorso di crescita spirituale e umana.

( Guido – Brescia – novembre 2013)